La rivoluzione nel fare la spesa passa dal Ricontenere. Ovvero dalla possibilità di utilizzare il proprio contenitore riutilizzabile per l’acquisto di prodotti alimentari sfusi, un gesto che va oltre la semplice scelta di acquisto e che si inserisce in un contesto di maggiore responsabilità ambientale.
In Italia, l’utilizzo di contenitori riutilizzabili “portati da casa” per l’acquisto di prodotti alimentari sfusi è consentito dalla legge 12/12/2019 n. 1411, il cosiddetto Decreto Clima.
«Ai clienti è consentito utilizzare contenitori propri purché riutilizzabili, puliti e idonei per uso alimentare» recita l’art. 7 comma 1-bis. che aggiunge, per garantire che la pratica si svolga in sicurezza, che «l’esercente può rifiutare l’uso di contenitori che ritenga igienicamente non idonei».
Nonostante questa prassi sia perfettamente legale, è ancora poco diffusa. Le ragioni sono principalmente due: da una parte la scarsa conoscenza di questa possibilità, sia da parte dei clienti che degli esercenti, dall’altra il fatto che anche quando ne sono al corrente, gli esercenti spesso esitano ad applicarla poiché, ad oggi, la responsabilità per l’igiene degli alimenti trasportati nei contenitori riutilizzabili forniti dai clienti grava interamente su di loro.
È il quadro che emerge dalla ricerca condotta, tra maggio e giugno 2024, da Altroconsumo, in collaborazione con noi, all’interno del progetto Sceglilo sfuso o riciclabile, finanziato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. La ricerca, realizzata dai referenti territoriali di Altroconsumo in cinque regioni italiane (Emilia-Romagna, Trentino-Alto Adige, Liguria, Lombardia, Campania), aveva l’obiettivo di condurre un’indagine sul campo, in almeno cinque esercizi per città – tra GDO, i negozi di prossimità e i mercati rionali – per verificare se il personale fosse a conoscenza del Decreto Clima e quanto i punti vendita fossero disposti a servire alimenti sfusi nei contenitori portati da casa.

Nelle 26 interviste effettuate, in 24 casi (il 92%) il punto vendita non era a conoscenza del Decreto Clima, mentre solo 2 erano informati. Tuttavia, nel 76,9% dei casi (20 punti vendita), la richiesta di utilizzare un contenitore proprio, è stata accolta.
Nonostante la ricerca sia stata condotta su una scala limitata, i risultati confermano sia la scarsa diffusione della conoscenza del Decreto Clima sia che tra gli ostacoli maggiori all’applicazione della normativa c’è la preoccupazione, da parte degli esercenti, per la responsabilità igienico-sanitaria che ricadrebbe esclusivamente su di loro.
Questo è sicuramente uno dei punti cardine su cui è necessario intervenire – in stretta collaborazione con diversi attori territoriali, a partire dai Comuni e dalle Asl – per individuare la strada più efficace da seguire al fine di rendere applicabile il Decreto Clima.
L’obiettivo è promuovere la riduzione degli imballaggi monouso, in particolare quelli in plastica, e favorire l’uso di contenitori riutilizzabili, con un’attenzione particolare alla sostenibilità e alla sicurezza igienico-sanitaria.
In Italia diverse esperienze hanno dimostrato che questa strada è percorribile, redigendo in collaborazione con i soggetti interessati documenti, linee guida sanitarie e vademecum che nei vari territori hanno delineato le prassi da seguire nel rispetto delle norme igienico-sanitarie. Attraverso patti di corresponsabilità esercenti e clienti hanno potuto distribuire equamente la responsabilità e non farla ricadere esclusivamente sul punto vendita.
In molti casi sono state organizzate sessioni formative destinate sia al personale dei punti vendita che ai partecipanti alle sperimentazioni, per garantire una corretta implementazione e sensibilizzare tutte le parti coinvolte.
La pioniera, e fonte di ispirazione per le altre, è stata l’esperienza di Spesa Sballata a Varese che tra il 2020 e il 2021, durante la pandemia, ha avviato una sperimentazione coinvolgendo 9 punti vendita della GDO e 30 famiglie nell’utilizzo dei contenitori protati da casa. Nel 2022 la sperimentazione si è estesa ai negozi di vicinato, mentre nel 2023 è stato testato anche l’utilizzo dei contenitori riutilizzabili Around (PaaS- Product as a Service) e lanciata la sfida della spesa sballata anche nelle scuole.

A Milano, nel 2023, il progetto “NoPlà-Facciamo esercizio contro la plastica monouso”, nato nell’ambito del bando Plastic Challenge di Fondazione Cariplo. Capofila dell’iniziativa l’associazione Giacimenti Urbani insieme ai partner Cascina Cuccagna e università degli studi Milano-Bicocca, ha avviato una sperimentazione di sei mesi in 13 negozi della catena NaturaSì dando la possibilità di ritirare un kit gratuito di contenitori riutilizzabili da utilizzare per gli acquisti in area gastronomia. Il progetto si è poi evoluto in NoPlà Again sperimentando nei locali che fanno cibo d’asporto e in quelli che erogano bevande, gelati o comunque alimenti in bicchiere i contenitori e bicchieri riutilizzabili ReCircle.
A Torino nel 2024 l’esperienza Reusable Packaging Revolution, promossa da Mercato Circolare, Università di Torino e Aarhus University, in collaborazione con Around e Crai, ha coinvolto 2 punti vendita della GDO, alcuni banchi del mercato, due gastronomie, permettendo a una ventina di persone di sperimentare la spesa con il contenitore portato da casa (in questo caso non è stato fornito un kit, ma le persone aderenti hanno utilizzato il proprio, idoneo e opportunamente sanificato). In parallelo, in un punto vendita della GDO, si è sperimentato l’utilizzo dei contenitori riutilizzabili Around, noleggiabili gratuitamente attraverso la app e consegnabili entro 7 giorni presso lo stesso supermercato.

Attualmente, nel comune di San Giovanni La Punta, a Catania, è stata avviata la sperimentazione Spesa Disimballata, promossa dall’Associazione Rifiuti Zero Sicilia, in collaborazione con il Comune di San Giovanni La Punta e New Circular Solutions srl. In questo caso le persone aderenti hanno ricevuto un kit di contenitori riutilizzabili e grazie alla partnership con New Circular Solutions potranno accedere alla speciale funzione MYO – Might Your Own – dell’app DISIU e contribuire allo sviluppo del progetto grazie all’innovazione digitale.
In attesa dei risultati di quest’ultima sperimentazione, un tratto distintivo delle tre già concluse è che non sono state registrate non conformità sui contenitori portati da casa. Significa che in nessun caso un contenitore portato da casa è stato riscontrato dagli esercenti non idoneo all’uso e, allo stesso tempo, nessun malessere è stato riportato dalle persone aderenti alle sperimentazioni.
In conclusione, le sperimentazioni avviate finora nelle varie città italiane hanno dimostrato che l’utilizzo di contenitori riutilizzabili per l’acquisto di alimenti sfusi è non solo possibile, ma anche sicuro, se adeguatamente regolamentato e supportato.
Sebbene i risultati siano promettenti, è essenziale continuare a collaborare con enti locali, ASL e operatori del settore per diffondere ulteriormente questa pratica, creando un sistema integrato che tuteli la salute e l’ambiente.
La strada è tracciata: è ora di percorrerla insieme.